giovedì 7 ottobre 2010

Palermo Roma, storia di un ritorno

Lascio Palermo ed il suo sole, stagliato su grattacieli senza senso, che svettano su detriti di palazzi e sulle ville a schiera mai del tutto regolari. Malinconia di lasciare alle mie spalle il set di un film di Montalbano, ma qui la vita che si consuma in fretta non è un film.

Lascio Palermo in volo, rade le nuvole tra me ed il mare. Terra che sembra riarsa, qui gialla di calce e rosso fango, verde lussureggiante poco avanti. Sicilia terra da amare, terra che forse solo chi ti invade riesce ad apprezzare pienamente, in mano ai tuoi figli muori, soffocata di costruzioni che non hanno senso nè pietà, senza la mano attenta di un artista che guidi dall'alto i passi dei costruttori.

Nè posso io, romana, giudicare!

Roma, altrettanto ricca di tesori, oggi sembra morire nell'incuria. Tra cartelloni e spot, carta stracciata appiccicata ai muri, tra l'immondizia e i topi, strade da rattoppare o da finire, anche l'amata Roma è sofferente e chi amministra - pare - non fa niente.

Ed io lo so, come oggi lascio Palermo con dentro il cuore il pianto per l'incuria, erroneamente pensando che i suoi figli non l'amino abbastanza, chi lascia Roma darà anche a me la colpa di aver permesso che la mia ignoranza lasciasse mano libera all'assalto di quella gente fatua e priva di coscienza, quel tipo di cui si può stare senza, che solo al proprio bene certo pensa.

martedì 5 ottobre 2010

Così non va proprio bene.

E' di questi giorni la forte polemica che coinvoge maggioranza ed opposizioni della Regione Lazio riguardo la materia delicatissima della Sanità. La Polverini annuncia un piano di "riconversione" che riguarderà 2.400 posti letto e 24 piccoli ospedali, giurando che non verranno tgliati posti letto, mentre il PD dichira guerra tramite manifesti dalle scritte nere su fondo bianco "La destra sfascia la sanità". Secondo il Centro Studi Regionali non si dovrebbe avere così timore nell'effettuare una riduzione di costi così necessaria, tale che anche il centro sinistra, se avesse vinto le elezioni, vi avrebbe dovuto fare i conti. Piuttosto sarebbe opportuno e gentile dare le adeguate spiegazioni alla popolazione in modo che i motivi della riorganizzazione fossero più chiari e condivisi.


Non voglio entrare nel merito di questa polemica, altri in altri luoghi lo faranno sicuramente meglio, voglio qui solo sottolineare una particolarità cui ci siamo da tempo abituati - essendo una pratica del governo nazionale - ma che comunque suona male. Le decisioni riguardo questa molto complicata questione sulla sanità sono state prese dalla giunta (esecutivo) senza che la relativa commissione (una delle 16 commissioni che animano la Regione Lazio con adeguati investimenti di consulenze, personale aggiuntivo e benefici vari) si sia riunita o si sia pronunciata inmerito. Per lo meno così appare leggendo sul sito ufficiale il dettaglio dei lavori. L'agenda della commissione, infatti, verrà decisa solo il prossimo 7 ottobre, nella seduta numero DUE.

La commissione è formata dai consiglieri: Rocco Pascucci (Mpa), Roberto Buonasorte (La Destra), Francesco Battistoni (Pdl), Giuseppe Melpignano (Lista Polverini), Raffaele D'Ambrosio (Udc), Stefano Galetto (Pdl), Enzo Foschi (Pd), Francesco Dalia (Pd), Giuseppe Celli (Lista civica cittadini/e), Rocco Berardo (Lista Bonino-Pannella) sotto la presidenza di Alessandra Mandarelli, della Lista Polverini, vicepresidente di maggioranza  Lidia Nobili, mentre per l'opposizione è stata designata Giulia Rodano (Idv).

La presidente alla sua elezione il 20 luglio scorso, dichiarava "Sono onorata di ricoprire questo incarico la mia massima attenzione sarà relativa agli sprechi del sistema e alle azioni virtuose per ottimizzare le risorse a disposizione del sistema sanitario regionale. I miei precedenti impegni in ambito sociale saranno sicuramente utili a elaborare contributi appropriati al nuovo piano socio-sanitario, e per questo lavorerò in sinergia con la commissione Lavoro e Politiche sociali".

A questo punto il mio prossimo passo sarà vedere quanto ha lavorato e lavora la commissione Lavoro e Politiche sociali.

venerdì 1 ottobre 2010

Bilancio di Roma 2010

Alcuni articoli ci aiutano a comprendere il complesso e mai troppo chiarito mondo del bilancio del comune di Roma, nelle sue più recenti evoluzioni.


2 agosto 2010 corriere della sera

ROMA - Il consiglio comunale di Roma ha approvato all'alba di sabato il bilancio 2010-2012 con 35 voti a favore e 15 contrari e una decina di consiglieri assenti. 5,4 miliardi, divisi in:
- 3 miliardi e 600 milioni destinati alla spesa corrente
- 1,8 miliardi per gli investimenti.

In totale, a fronte di maggiori entrate inizialmente non ancora conteggiate, ci sono 400 milioni di euro in più rispetto al documento approvato dalla giunta comunale il 25 giugno. La manovra che il Campidoglio attuerà per evitare il disavanzo tra entrate e uscite, invece, resta pressoché invariata: dai 273 milioni iniziali si scende ai 271,5 milioni di euro (221,5 per la spesa necessaria ai municipi e 50 milioni per il Piano di manutenzione stradale straordinario).

Presentati più di 8.000 emendamenti di cui uno, di maggioranza, che ha modificato la manovra precedentemente approvata dalla giunta.

MUSEO DELLA SHOAH - Nel maxiemendamento della maggioranza che ha modificato il bilancio 2010-2012 sono stati definanziati i 13 milioni destinati al museo della Shoah.
Questi soldi verranno, momentaneamente, utilizzati per opere pubbliche più urgenti, come le complanari di via Cristoforo Colombo. Non è una cancellazione della parte di fondi che il comune destinerà al museo, ma una sospensione: i 13 milioni verranno, infatti, rimodulati nel 2011. In questo modo si evita di bloccare soldi che non potevano essere immediatamente utilizzati spostandoli in opere cantierabili.

COLOSSEO - Confermate le indiscrezioni del Corriere della sera: si pensa a un aumento di un euro per Colosseo, Fori e musei statali. Confermata al tassa di soggiorno: il pagamento sarà pe un massimo di 10 giorni consecutivi: 3 euro al giorno per hotel a quattro o cinque stelle, 2 per i B&B e i tre stelle, affittacamere, campeggi, agriturismi. Da uno a tre euro per autobus scoperti e battelli sul Tevere. Confermata la tassa sui matrimoni (100) euro e l'aumento dell'Ici sulle case sfitte.

OPERE PUBBLICHE - Nel maxiemendamento, 18 milioni per il sottopassaggio della Cristoforo Colombo, 6,5 per la rotatoria di via Ardeatina, 1,8 per i Municipi, 5,5 per la ristrutturazione dell'Istituito Luce.

MANOVRA FORTE - «Una manovra forte e incisiva, nelle scelte e nei risultati, improntata su criteri di equità, rigore e sviluppo, in grado di fare ripartire l'economia della cittá. Questa la definizione più pertinente per descrivere le misure previste nel bilancio 2010 approvato alle ore 5.56 di sabato dal Consiglio Comunale, con 35 voti a favore, 15 contrari e nessun astenuto». Lo dichiara Federico Guidi, presidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma. «La manovra che ammonta complessivamente a 5.710.078.602,27 euro, divisa in 3.644.864.794 su spesa corrente e 2.065.213.808,09 su spese per investimenti, (a fronte di un totale di entrate stimato in 6.071.986.958) viene effettuata senza produrre indebitamento - spiega Guidi - poggiando quindi su risorse certe, a differenza di quanto accadeva con le precedenti amministrazioni. Da sottolineare come la manovra finanziaria capitolina tiene particolare conto della delicata situazione economica generale, cercando di reperire le risorse senza pescare nelle tasche dei romani, tramite il recupero dell'evasione, il taglio dei costi e degli sprechi, la razionalizzazione della macchina amministrativa, l'introduzione del contributo di soggiorno per i turisti».

«Dopo sette mesi di ritardo, la Giunta Alemanno a fatica è riuscita ad approvare il secondo bilancio del suo mandato. Una manovra che è contro Roma e i romani caratterizzata da una pioggia indiscriminata di aumenti ed introduzione di nuove tasse e tariffe per le famiglie e le imprese e priva di qualsiasi strumento di rilancio economico e sociale come dimostra lo stanziamento per nuove opere pubbliche del tutto irrisorio» accusa Umberto Marroni, capogruppo PD al Comune di Roma. «La battaglia in aula portata avanti dal Partito Democratico e dall'opposizione di centrosinistra - aggiunge - ha evitato una vera e propria stangata. Abbiamo ottenuto il ritiro della delibera sul rincaro degli asili nido e la riduzione degli aumenti delle mense scolastiche».

Scrive invece Altraeconomia il 1 luglio

Con 12,2 miliardi di debiti e un deficit che per quest'anno sfiora i 240 milioni di euro, si apre pericolosamente per il comune di Roma la strada della privatizzazione delle società controllate, tra cui spicca Acea, il colosso che gestisce acqua ed energia, nella capitale.
La manovra, collegata al bilancio di previsione, approvata con sei mesi di ritardo dalla giunta Alemanno (e che dovrebbe passare in consiglio alla fine di luglio, per l'approvazione definitiva) punta a rastrellare 237 milioni di euro, condizione imposta dal governo per ottenere i 300 milioni annui di trasferimenti statali promessi, nell'ambito del progetto di risanamento che da qui al 2048 dovrebbe ridurre lo stratosferico indebitamento della capitale.

Manovra di lacrime e sangue, con un aumento generalizzato delle tariffe (trasporti, asili, assistenza ai disabili), tagli ai municipi che dovranno, tra l'altro, programmare le risorse (circa 50 milioni) con quasi un anno di ritardo. Per i cittadini molto cambierà a cominciare dall'aumento dell'addizionale Irpef comunale fino allo 0,4% (a meno che Alemanno in extremis non riesca convincere il governo ad incrementare il fondo di 50 milioni di euro e allora l'aumento potrebbe assestarsi allo 0,3) che, insieme con i diritti di imbarco di un euro per gli aeroporti della Capitale, sono necessari per trovare i 200 milioni di euro che servono per il finanziamento della gestione commissariale del debito, introdotta il 28 aprile 2008.

Resta da vedere se il fondo da 500 milioni di euro l'anno (300 dello Stato, 200 del Comune), è sufficiente alla luce degli oltre 12 miliardi di buco indicati dal commisario straordinario contro i 9,7 stimati nel 2008, dalla Ragioneria dello Stato. Secondo i calcoli dell'assessorato al bilancio della Capitale, le sole rate dei mutui -circa 8 dei 12 miliardi di debiti- sarebbero pari a 565 milioni l'anno, senza contare i debiti commerciali nei confronti di un esercito di fornitori, molti dei quali aziende di dimensioni medio-piccole.

La gestione ordinaria di Roma ha anticipato pagamenti vari a carico della gestione commissariale -soprattutto ai fornitori- per 2,6 miliardi di euro tra l'aprile 2008 e gli inizi dello scorso maggio: proprio dal fronte aperto con i fornitori, molti dei quali con contenziosi avviati e azioni legali chiuse con sentenze sfavorevoli al Campidoglio, il debito pregresso sarebbe lievitalo da 9,7 a 12,2 miliardi.
L'aspetto curioso della vicenda è che la gestione ordinaria del Comune, che non ha debito finanziario, è ora il primo creditore nei confronti della gestione commissariale, condizione che secondo alcuni ha messo a rischio default il comune.

Proprio le condizioni critiche del debito hanno impresso, negli ultimi sei mesi, un'accelerazione al processo di "privatizzazione" delle società controllate o partecipate, in primis l'Acea, attorno a cui si stanno moltiplicando le manovre dei privati. Nell’ex azienda municipale, il Comune di Roma detiene il 51 per cento delle azioni. Accanto all'amministrazione due azionisti di rilievo come il gruppo Caltagirone -attraverso le controllate So.Fi.Cos, Viafin e Fincal- che ha di recente raggiunto il 13 per cento delle azioni e la Gdf Suez (poco più del 10%), due pesi massimi in lotta per acquisire maggiore peso all'interno del consiglio di amministrazione.

Da sole le azioni dell'Acea frutterebbero al comune 1,3 miliardi di euro, risorse utili per togliere dalle secche la giunta, bersagliata di critiche proprio per la gestione del debito. La quota in Acea -per intendersi- copre circa i due terzi dell’intero patrimonio in azioni della holding comunale ed appare l'unica disponibile alla vendita. Un altro quarto è rappresentato da Atac, l'azienda di trasporti riorganizzata di recente con l'accorpamento di Trambus e Roma metropolitane, che però una mozione del consiglio comunale ha vincolato alla gestione in house fino al 2011.

È lo stesso Alemanno ad aver dichiarato a gennaio (e ribadito a giugno 2010) la volontà di cedere il 20 per cento di quote del colosso dell'acqua e dell'energia, a un soggetto privato entro l'anno - smentendo se stesso, visto che a novembre in un intervento alla Fao si era espresso "contro la mercificazione dell'acqua"- con tanto di identikit: sarà un partner legato al territorio, precisava il sindaco. Facile individuare nel profilo tracciato, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone che ha manovrato nei mesi passati con l'amministrazione, per mettere alle corde i francesi della Suez. Decisivo per il cambiamento di fronte, l'appoggio dell'immobiliarista, attraverso l'Udc di Casini, all'ascesa della Polverini alla guida della Regione. Altro dato che spingerebbe la maggioranza consiliare ad appoggiare l'operazione.
L'alternativa sarebbe quella della cessione una parte del patrimonio immobilare. L'aspetto curisioso è che anche qui, uno tra i possibili beneficiari della vendita dei palazzi di proprietà, potrebbe essere lo stesso Caltagirone.

giovedì 30 settembre 2010

Le parole dimenticate: il tesoretto.

Meraviglie della rete, pronta a venirci in aiuto nei vuoti di memoria che ottundono la nostra vita attuale.

Ho appena ascoltato berlusconi attribuire la crisi economica al pesante debito ereditato "dal passato", dimentico forse del fatto che il passato di questo governo è costituito da una lunga legislatura 2001-2005 a marchio berlusconi con un intermezzo 2006- 2008 a marchio Prodi.

Bene, trascurando per un momento il particolare affatto trascurabile dell'aumento spropositato di questo debito pubblico - in picchiata proprio dal 2008 - nei meandri della mia memoria ricordavo la parola "tesoretto" associata al mandato Prodi ed ecco cosa ho trovato tra gli articoli di autorevoli testate:

2/8/2007
ROMA. Si del Senato al decreto sulla destinazione dell’extragettito fiscale, il cosiddetto “tesoretto”, che diventa legge. Il risultato della votazione è stato di 161 voti a favore e 154 contro, con il centrosinistra che ha incassato il via libera al provvedimento senza il supporto dei senatori a vita.

13/4/2007 Repubblica
ROMA - "L'azione di governo ha cominciato a produrre nuove risorse", il cosiddetto "tesoretto". La "ricompensa" sarà divisa in tre parti: due andranno a favore dei lavoratori, dei pensionati o dei disoccupati.
Troppe sono le persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese e troppe le famiglie che non riescono a costruire un futuro per i propri figli. Il restante terzo alle imprese e alle politiche per la crescita"

14/4/2007 Corriere della Sera
Prodi: tesoretto, due terzi a famiglie e anziani
Sul precariato: «Rovina la società e distrugge i giovani, presto nuove regole per impedire che il periodo di prova duri una vita»

14/4/2007 Repubblica
WASHINGTON - Da Washington, dove si trova per i lavoro del Fondo Monetario Internazionale, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa interviene con una nota di ottimismo nel dibattito sull'opportunità di destinare il "tesoretto", cioè l'extrareddito, esclusivamente al risanamento dei conti pubblici. "L'emergenza dei conti pubblici è passata e intorno a me sento un clima di molta, maggiore fiducia", ha detto infatti Padoa-Schioppa, aggiungendo che "bisogna continuare con il risanamento, senza però usare farmaci tossici".

E questo è stato il frutto del lavoro per il 2007, primo anno su 10 in cui l'Italia non ha avuto procedure di infrazione per il deficit pubblico da parte della UE

All'inizio del 2008 le carte si intorbidiscono.

14/2/2008 corriere della sera
ROMA - Utilizzo bipartisan del «tesoretto». Solo un' ipotesi, per ora. Ma tiene campo nei pensieri di Romano Prodi. Tra i vincoli dell' ordinaria amministrazione, il premier sta infatti valutando la possibilità che l' eventuale extragettito che potrebbe emergere dalla Trimestrale di Cassa possa venire «immediatamente utilizzato» a favore dei lavoratori, evitando così di allungare la già cospicua lista degli impegni venuti meno a causa della crisi di governo provocata «dal tradimento», così lo chiama il Professore, di Mastella, Dini e centristi assortiti. Un' operazione che per andare in porto richiederebbe però il consenso del centrodestra, dati i vincoli entro i quali è costretto a muoversi il premier dimissionario.

Il 18 maggio 2008 la palla passa a Tremonti che annuncia sul Corriere della Sera:

«Saremo dentro le procedure di legge e guarderemo le offerte»
Tremonti: «Per Alitalia soluzione italiana Ora si sacrificheranno banche e petrolieri» Il ministro dell'Economia: «Non esiste un tesoretto, i conti vanno male. Non saranno i poveri a pagarne il prezzo»

ROMA - «Cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata. Se non funziona vedremo»: così il neoministro dell'Economia Giulio Tremonti durante la registrazione del programma «In mezz'ora» di Lucia Annunziata, alla domanda se Alitalia potrebbe tornare in mano pubblica. Tremonti ha spiegato di avere avuto poco tempo ancora per «guardare le carte», ma - afferma - «una cosa è sicura: un conto è fare campagna elettorale e un conto è essere al governo. Mica aspetto che arrivi qualcosa dal cielo. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte».

A dicembre del tesoretto si parla ormai come di una chimera, chiacchiere senza presentare niente in Parlamento.

27/12/2008 Corriere della sera
Osvaldo Napoli, parlamentare del Pdl e uomo forte dell'Associazione dei comuni, gongola: «Gli italiani sanno da oggi che esiste veramente un tesoretto e sanno pure che dal prossimo anno ci sarà una distribuzione fiscale più generosa. Le denunce della sinistra che accusava il governo di aver allentato la lotta all'evasione vengono clamorosamente smentite».

Ma non ho trovato traccia di articoli che - come nel 2007 - annunciano una qualche ripartizione di un qualunque tesoretto. Tutt'altro.

E veniamo ad oggi.

il 14 aprile del 2010 riporta il sole 24ore
"Ad aprile, debito pubblico record a quota 1.812,7 miliardi di euro. Si tratta del livello più alto mai raggiunto, e che continua a crescere, a differenza delle entrate tributarie che, nel primi 4 mesi del 2010, hanno toccato quota 104,794 miliardi, in flessione dell'1,86% rispetto all'analogo periodo 2009, quando "pesavano" 106,787 miliardi. Le previsioni sono contenute nel Supplemento al Bollettino Statistico, «Finanza pubblica e debito», pubblicato, stamane, da Bankitalia.

Ricordate, gente. Ricordate!

mercoledì 29 settembre 2010

RACCONTO DALL'ITALIA SOMMERSA N.1



di Antonio  Sammartino


Oggi ho accompagnato un signore di nazionalità marocchina, di circa 50 anni, per riprendere la partita IVA come muratore, l'unico modo per proseguire nel lavoro. Il soggetto con un figlio ed una moglie a carico invalida al 100% era in possesso di una precedente ditta individuale, ma che però ha dovuto chiudere perché non ce l'ha fatta a rispettare le scadenze di pagamento INPS, INAIL e quant'altro. 

Ora per continuare a lavorare dovrà sostenere le tasse della nuova partita IVA e ed anche i pagamenti contributivi della precedente. Quando stamani ero insieme a lui, rimbalzati da un ufficio pubblico ad un altro per comprendere cosa poter fare per riprendere regolarmente la propria attività lavorativa, mi è venuto in mente lo scudo fiscale e come, ancora una volta, la politica di palazzo sia lontana dalla vita e dai problemi reali. 

Abbiamo accettato che fosse autorizzato per legge lo scudo fiscale per i “buzzoni” che avevano portato i soldi nei paradisi fiscali per non pagare le tasse; soldi sporchi provenienti da traffici illeciti, che poi grazie al cosiddetto scudo sono potuti rientrare in Italia pagando un bassissima percentuale di tasse. I disgraziati dovranno pagare fino all'ultimo centesimo, senza scudi, senza alcun minima protezione e chi è molto spesso artefice del disastro economico e finanziario, (le banche, speculatori finanziari,..) saranno sempre coperti, tutelati perché si sa, per loro si privatizzano gli utili, ma si socializzano sempre e comunque le perdite.

Pertanto popolo delle partite IVA, del precariato, e del sommerso unitevi. Anzi uniamoci!

Antonio Sammartino
Nuovo Partito d'Azione della Toscana

martedì 28 settembre 2010

Nuove gabelle autostradali.


Oggi alla Camera si è discusso riguardo i pedaggi autostradali, leggo sul sito della Camera:

Il comma 4 dell’articolo 1, del decreto legge n. 125/2010, modifica il comma 1 dell’art. 15 del decreto-legge n. 78/2010, introducendo il termine del 30 aprile 2011 entro il quale il Governo deve disciplinare l’applicazione del pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS S.p.a., in relazione ai costi di investimento e di manutenzione straordinaria oltre che quelli relativi alla gestione, nonché l'elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio.

Si ricorda che con l’art. 15, commi 1-5, del citato decreto legge n. 78/2010, sono state introdotte alcune modifiche al sistema di pedaggiamento autostradale:

* ai con riferimento alle autostrade e ai raccordi autostradali gestiti direttamente da ANAS s.p.a., il pedaggiamento dal 1° luglio 2010 (commi 1, 2 e 3);
* per le autostrade in concessione, l’aumento del canone che le concessionarie corrispondono all’ANAS (commi 4 e 5).

Entrambe le misure sono finalizzate alla riduzione dei trasferimenti statali ad ANAS: la relazione tecnica stimava, infatti, maggiori entrate quantificabili in circa 315 milioni di euro annui.

In particolare, il comma 2 dell’art. 15 prevedeva, in via transitoria, dal 1° luglio 2010 al 31 dicembre 2011, una maggiorazione tariffaria forfetaria del pedaggio riscosso ai caselli delle autostrade in concessione che si interconnettono con la rete autostradale gestita da ANAS: un euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 giugno 2010 è stata quindi approvata la prevista maggiorazione ed è stato fornito l’elenco delle stazioni e dei raccordi interessati dal provvedimento.

Il D.P.C.M. è stato oggetto di ricorsi al giudice amministrativo che ha accolto le domande di sospensione cautelare presentate dalle Province di Roma, Pescara e Rieti e da alcuni comuni dell'hinterland romano. Il Tar del Lazio (Prima sezione), nella seduta del 29 luglio, ha infatti riconosciuto fondato il motivo di ricorso circa la necessità che il pedaggio sia riscosso per l’effettiva percorrenza delle infrastrutture autostradali gestite da ANAS e non mediante una stima della loro utilizzazione basata sul fatto che si attraversa una stazione di esazione di autostrade in concessione che si interconnette con un’autostrada in gestione ANAS.

Dopo aver respinto, il 3 agosto 2010, l’istanza di misure cautelari provvisorie, il 1° settembre il Consiglio di Stato (Quarta sezione) ha confermato la sentenza del TAR di sospensione degli aumenti dei pedaggi, precisando peraltro che la decisione del Tar del Lazio «deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all'intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti».

Da ultimo si segnala che l’Anas ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale V Serie speciale – Contratti pubblici n. 106 del 13 settembre 2010 il bando di gara per la fornitura e la messa in opera di un sistema di pedaggiamento senza barriere sulle autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta. L’appalto, in particolare, è costituito dalla fornitura di un sistema di esazione dinamico senza barriere, da installare per ogni autostrada e raccordo autostradale in gestione diretta all’Anas. L’importo complessivo a base di gara ammonta a 150 milioni di euro e la durata dell’appalto è fissato in 24 mesi. La gara sarà assegnata all’offerta economicamente più vantaggiosa.

lunedì 27 settembre 2010

Uscire dall'isola

Ieri sera ho preso il modulo per la raccolta firme per chiedere ad Alemanno di dare anche al XV municipio la raccolta differenziata porta a porta ed ho affrontato il mio palazzo. I primi vicini cui ho spiegato il motivo della raccolta firme erano scettici, anche se hanno votato molto volentieri. Ma sostenevano che avrei faticato a raggiungere le dieci firme del modulo. Allora sono salita all'ultimo degli 8 piani e sono partita da li, a scendere.

Ho scoperto un mondo di persone che non vedono l'ora di fare, ma che non sanno da dove cominciare. Persone cui brillavano gli occhi perchè ho dato loro la fiducia che, magari in questa occasione non otterremo niente, ma qualcuno non molla e continua a combattere per farsi portavoce delle cose che non vanno.

Abbiamo tutti bisogno di scoprire che non viviamo in una isola fatta di noi e dei nostri familiari, ma in un mondo pieno di gente che finise per sentirsi sola e perde la voglia di combattere.

Alla fine della mia ora di scale e porte avevo raccolto 11 firme - ne avrei raccolte di più ma era finito il modulo - e un sacco di buoni propositi per rimettere a posto un pezzo alla volta il mondo che più strettamente ci circonda. Presto finirò anche il mio secondo modulo.

Un passo alla volta e si fanno anche i viaggi più lunghi!