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giovedì 23 dicembre 2010

MAL COMUNE... medio termine.


Forse non dirò una cosa nuova, ma mi sono voluta togliere lo sfizio di tornare ai risultati elettorali a distanza di 2 anni e mezzo.


Hanno votato 37.874.569 aventi diritto, su 47.041.814.
Di questi, 1.417.315 hanno annullato il proprio voto, il 3,7% di voti quindi è andato al macero.
A questi aggiungiamo 9.167,245 (=19,49) astenuti ed avremo che 10.584.560 (=22,5%) cittadini aventi diritto al voto non hanno rappresentanza in Parlamento.

Di fatto quindi la decisione di quale esecutivo dare al nostro Paese, visto che l’attuale legge elettorale propone di votare direttamente per l’esecutivo di governo, è stata presa da 36.457.254 elettori, ovvero il 77,5% degli aventi diritto.

La vittoria è andata a tre partiti:

IL POPOLO DELLA LIBERTA' 13.629.464 voti, 37,38%, n° 272 seggi
LEGA NORD 3.024.543 voti, 8,3% n°60 seggi
MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD 410.499 voti, 1,13%, n°8 seggi
TOTALE COALIZIONE 17.064.506 voti,  46,81%, n°340 seggi

I voti del PDL sono 13 milioni e mezzo, ovvero il 29% sul totale degli elettori, i quali hanno deciso l’esecutivo di governo per il 100% degli italiani potendo quindi contare, insieme al premio di maggioranza,  su 272 seggi in parlamento su 617 ovvero il 44% dei parlamentari.

Alcune riflessioni.
Una delle cose che mi sento più spesso ripetere dai miei amici, qualcuno anche del PD, a difesa di questa legge porcata, è che “per la governabilità” è necessario che le alleanze si facciano prima delle elezioni, così il programma è condiviso e la cosa dovrebbe garantire il bene del Paese. Peccato che niente fa pensare che una coalizione di maggioranza con un programma condiviso riesca a portare a termine necessariamente la legislatura. Oggi siamo al secondo caso su due.

Altro mito da sfatare di questa legge elettorale è “la sovranità popolare intoccabile” (altrimenti detto “è la democrazia, baby!” come ad intendere che se il popolo in maggioranza ha deciso un governo, deve essere rispettata la sua decisione) infatti oltre al fatto che il popolo non decide un solo nome all’interno delle liste bloccate, e che il premio di maggioranza assegna una buona dose di seggi a persone che non hanno alcun titolo proveniente da voti ricevuti, assistiamo in questi giorni ad imbarazzanti prospettive di allargamento della maggioranza con ripescaggio presso partiti che di fatto non erano in maggioranza, al termine della tornata elettorale.

E qui il terzo mito: questa legge va bene perché “evita i ribaltoni”! Quindi un governo fatto da PDL, Lega, Movimento per l’autonomia, nel momento in cui vagheggia di “allargare la maggioranza” all’UDC, che con 2.050.229 di voti rappresenta il 5,62% dell’elettorato attivo, non avremmo un ribaltone! Non è un rimpasto di governo, no? E’ il governo voluto dal popolo!? Secondo la logica anti ribaltone si dovrebbe dare ragione alla Lega, proprietaria e firmataria della legge elettorale porcata, e tornare alle urne, (ma io non credo che sarebbe un bene per il Paese, oggi).

Alla fine di queste rapide valutazioni io registro che:
  1. il 9,63% degli elettori non è rappresentato pur avendo espresso il proprio voto, in quanto i rispettivi partiti non hanno superato la soglia di sbarramento.
  2. Un altro 22,5% degli elettori potenziali non è rappresentato in quanto, come probabilmente evidenziato dall’astensionismo crescente, ha perso ogni fiducia sull’utilità del proprio voto.
  3. Vale a dire che il 32,13% degli elettori non è rappresentato in Parlamento
  4. La governabilità non è garantita dalle alleanze fatte prima, come non lo era dalle alleanze fatte dopo, ma in fondo il Parlamento dovrebbe essere costituito da persone sagge, oneste, di specchiata moralità, prive di interessi personali ma anzi totalmente rivolti al bene reale del Paese e questo renderebbe reale la norma per cui i Parlamentari agiscono senza vincolo di mandato. Conciliare questa visione con i vincoli di una alleanza, pre o post elettorale, mi è particolarmente difficile. Ricordiamo, peraltro, che spetta al Parlamento tutto legiferare per il bene di ogni cittadino, non quindi al Governo cui compete il potere esecutivo.
  5. La sovranità popolare è totalmente annullata dalle scelte che fanno i capi delle segreterie di partito, e giochi di forza dei diversi partiti fanno si che paradossalmente ci si potrebbe trovare a dover accettare decisioni prese dai capi di un partito che non è il proprio.
  6. Passate le elezioni, tutto viene magicamente concesso, perfino quei ribaltoni che avevano offerto la scusa del mantenimento di questa vergognosa legge elettorale che da 5 anni la fa da padrona.

lunedì 4 maggio 2009

A proposito del referendum per la legge elettorale. Da sapere.

tratto dal sito di "giustizia e liberta'"

IL REFERENDUM ELETTORALE GUZZETTA: UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA.

Il referendum abrogativo della legge elettorale vigente (la porcata) che si terrà a giugno 2009 contiene tre quesiti che riempiono diverse pagine delle schede - lenzuolo che ci verranno consegnate, secondo la nota tecnica “manipolativa” dei referendum abrogativi.
Volendo sintetizzare i quesiti saranno tre:

1° Quesito 2° Quesito 3° Quesito
Modulo colore Verde Modulo colore Bianco Modulo colore Rosso

Premio di maggioranza alla Premio di maggioranza alla Abrogazione delle
Lista più votata CAMERA lista più votata candidature multiple
DEI DEPUTATI SENATO

E’ in atto il tormentone dell’election day: votare in coincidenza con le europee e le amministrative o in diversa data.
I referendari (da Guzzetta a Segni a Parisi e altri) si sono addirittura recati a Pontida per invocare l’election day e favorire l’affluenza al voto in quanto è necessario raggiungere il quorum della maggioranza dei voti.
Come noto Veltroni strizzò ripetutamente l’occhiolino ai referendari e così pure Di Pietro, mentre il Partito Democratico non ha assunto apparentemente una posizione pubblica (non solo su questo tema).
Alleanza Nazionale e gran parte dei Parlamentari di Forza Italia si sono schierati a favore del referendum.
Mentre avanza inesorabilmente il partito del Premier e il ruolo del Parlamento viene sempre più compresso, Berlusconi apparentemente tace sull’election day, mentre la Lega è fermamente contraria.
Ma il problema non è solo l’election day che nel clima di generale invocazione più o meno esplicita dell’uomo forte potrebbe favorire la vittoria del SI.
Il problema è quello degli anticorpi, come li definiva un mio antico Maestro, Paolo Sylos Labini: anticorpi capaci di capovolgere l’onda populistica e plebiscitaria trasformandosi in onda democratica.
La scommessa è di raccogliere le forze per vincere e far valere le ragioni del NO: le ragioni della democrazia.
Prima che sia troppo tardi.
Tre ragioni per il NO

1) Perché si tratta di una nuova legge “ACERBO”.
Una legge elettorale condivisa, quale regola del gioco, deve essere
coerente con l'attuale e condiviso assetto costituzionale, confermato dalla
stragrande maggioranza dei cittadini italiani con il voto popolare del 25 e 26 giugno 2006.
Il referendum manipolativo della vigente "porcata" non lo è.
Mussolini volle la legge Acerbo, approvata dalla Camera dei Deputati il 21 luglio 1923.
Tale legge prevedeva l'adozione del sistema maggioritario all'interno di un collegio unico nazionale.
Alla lista che avrebbe ottenuto più voti sarebbero toccati i due terzi dei
seggi (356), mentre i restanti (179) su base proporzionale andavano alle liste rimaste in minoranza. Era inoltre previsto, qualora la lista di maggioranza fosse una federazione di partiti, un ingente premio di maggioranza al movimento con più voti tra quelli che componevano la lista più grande.
Alle elezioni del 6 aprile 1924, inizio del regime, il Listone Mussolini
prese il 64,9% dei voti ed elesse 375 deputati, mentre le opposizioni di centro sinistra ottennero solo 161 seggi, nonostante che al Nord fossero in maggioranza con 1.317.117 voti contro 1.194.829 del Listone.
E' chiaro che la porcata è negativa al cento per cento, ma è altrettanto evidente che anche il sistema scaturente dal referendum non sarebbe altro che una "superporcata", ancora peggiore dell'attuale.
Una sola lista, in ipotesi anche con il 25% dei voti, purchè prima, otterrebbe il
55% dei seggi.
E' un meccanismo che coltiva l'illusione infantile e antidemocratica che il
sistema dei partiti possa essere radicalmente riformato, passando a soli 2 partiti, esclusivamente per forzatura elettorale, annullando qualunque dinamica politica e negando il principio di rappresentanza.
Negando anzi addirittura il Parlamento, in quanto gli elettori eleggerebbero il Governo, plebiscitandolo.
Un meccanismo che ricalca la legge Acerbo.
Oggi basterebbe, così come sarebbe bastato alle elezioni politiche del 2006, il 23% dei voti all’epoca attribuito a Forza Italia, primo partito, per avere il 55% dei seggi; ovvero come avvenuto nel 2008 il 37% dei voti, così come attribuito al Popolo delle Libertà, primo partito, sempre per avere il 55% dei seggi.
Laddove nel 1924 il Listone fascista con il 64,9% dei voti conquistò il 69,9% dei seggi della Camera, ricevendo dunque un “premio” di gran lunga inferiore.
2) Perché non viene meno il Parlamento dei “nominati” non eletti, per di più da un solo partito e non già da una coalizione di partiti.
Con l'attuale porcata, i parlamentari non sono scelti dai partiti, ma
nominati dai pochi oligarchi delle segreterie, che formano le liste dei candidati secondo un ordine prefissato, che pur presuppone un qualche accordo tra i partiti della coalizione inteso a valorizzare anche posizioni non maggioritarie all’interno della stessa coalizione.
Il referendum rafforzerebbe l'odiosa norma, in quanto nei più lunghi elenchi di candidati dei listoni che ne scaturirebbero l'ordine prefissato dai partiti sarebbe ancora più decisivo per l'elezione della singola persona determinata da un ristretto numero di capi di partito, rappresentando peraltro il partito stesso una fetta minoritaria dei cittadini.
Se poi si pensasse che attraverso le cosiddette “primarie” sia possibile una qualche selezione partecipata, si dovrà certamente considerare che i partecipanti alle “primarie” indette da un singolo partito costituiscono un numero ulteriormente molto ridotto di persone rispetto agli stessi votanti di quel partito; senza contare che notoriamente incombono i soliti “signori delle tessere”.
Chi afferma dunque di combattere il regime dei partiti è viceversa il massimo rappresentante della più feroce partitocrazia!
3) Perché la stessa Corte Costituzionale, sia pure ammettendo il referendum, ha riconosciuto che la legge che ne risulterà sarà incostituzionale (Corte Costituzionale 16/11/2008 n. 15).
La normativa di risulta (la legge che deriverebbe dalla vittoria del SI) non prevede alcuna soglia per l’attribuzione del premio di maggioranza, permettendo alla sola lista più votata di ottenere il premio purchè essa superi il 4% di sbarramento.
Tale risultato presenta evidenti problemi non solo di merito ma anche di costituzionalità.
La Corte Costituzionale si è necessariamente limitata al giudizio di ammissibilità del referendum elettorale, non potendo verificare l’illegittimità costituzionale della legge di risulta, in quanto non investita, nemmeno essendo stata mai investita della questione di legittimità costituzionale dell’attuale porcata.
E tuttavia senza pretendere di emettere alcun giudizio anticipato di legittimità costituzionale, la Corte ha segnalato gravi carenze e problemi di costituzionalità della vigente normativa elettorale e di quella che risulterebbe dal referendum.
Senza pretendere di emettere alcun giudizio anticipato di legittimità costituzionale, la Corte ha infatti segnalato diversi aspetti problematici di una legislazione che continua a non subordinare l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi.
Tant’è che ha affermato espressamente quanto segue: “… questa Corte può spingersi soltanto sino a valutare un dato di assoluta oggettività, quale la permanenza di una legislazione elettorale applicabile, a garanzia della stessa sovranità popolare, che esige il rinnovo periodico degli organi rappresentativi. Ogni ulteriore considerazione deve seguire le vie normali di accesso al giudizio di costituzionalità delle leggi.
L'impossibilità di dare, in questa sede, un giudizio anticipato di legittimità costituzionale non esime tuttavia questa Corte dal dovere di segnalare al Parlamento l'esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi … senza entrare nel merito della normativa di risulta, che non può essere sindacata in questa sede … Nella sede presente è sufficiente tale osservazione per ritenere che il fine intrinseco del referendum, oggi all'esame di questa Corte, non può essere causa di inammissibilità dello stesso. Altro problema è quello, cui si è accennato nel paragrafo precedente, del grado di distorsione in concreto prodotto. Ciò richiederebbe tuttavia una analisi della normativa di risulta ed, ancor prima, della legge vigente, estranea alla natura del giudizio di ammissibilità…”.
Ovviamente, nessuno dei sostenitori del referendum vi ha fatto cenno.
Peraltro il risultato voluto dai referendari è stato in concreto anticipato dai maggiori partiti politici, come dimostra la vicenda elettorale del 2008, che ha visto la nascita del Partito Democratico che da solo si è opposto al Popolo delle Libertà.
Sovviene in proposito una considerazione ovvia: se i maggiori partiti vogliono, possono già ora decidere se correre da soli (come hanno sostanzialmente fatto alle ultime elezioni) o in coalizione.
Al momento, infatti, nessuno punta la pistola sulla fronte di nessuno e tutti sono liberi di decidere se presentarsi da soli o in compagnia, ma è proprio questa libertà di scelta che il referendum intende abrogare.
Altra osservazione non meno importante: il Porcellum rimarrebbe nella sostanza un Porcellum rafforzato.
L'assurdo premio di maggioranza, assegnato senza alcun criterio di raggiungimento di un risultato minimo, rimarrebbe tale ed anzi amplificato nei suoi aspetti peggiori. Nessuna possibilità per gli elettori d'intervenire sulle imposizioni provenienti dai partiti circa i nomi da eleggere. Ed anzi, proprio l'impossibilità di presentare le coalizioni toglierà agli elettori l'unica possibilità che oggi hanno d'intervenire, laddove queste si costituissero, sugli equilibri interni delle coalizioni stesse.
Si deve allora concludere, e sovviene in proposito il ricordo di un’antica battaglia dei democratici italiani, che ancora una volta siamo davanti ad una truffa.
E’ difficile pensare che i maggiori partiti che siedono attualmente in Parlamento si facciano carico di emendare la vigente normativa elettorale, democratizzandola, come dimostra la vicenda delle Giunte delle elezioni delle Camere elette competenti a valutare la legittimità della normativa elettorale, come affermato dal Consiglio di Stato e dalla Corte di Cassazione.
Sarebbe come se negli Stati Uniti fosse chiesto ai tacchini di organizzare il menù per il Giorno del Ringraziamento!
Per sollecitare lo sdegno pubblico i referendari se la sono presa solo con i Parlamentari “nominati” e non “eletti”.
Questa è l’ennesima ipocrisia perché i referendum non mettono in discussione le liste dei “nominati”, che anzi vengono rafforzate.
Con il divieto delle coalizioni ci saranno ancora meno persone a nominare i parlamentari.
Non c’è limite all’indecenza.
Solo lo scatto di reni di un popolo di anticorpi potrà arrestare l’onda della deriva antidemocratica.
Torino, lì 27 marzo 2009.
Antonio CAPUTO

lunedì 10 marzo 2008

Articolo di Dagospia e Serenetta Monti

Recentemente è uscito un articolo di Dagospia, che suppone illecite manovre della candidata a Sindaco Serentta Monti, per la lista "Amici di Beppe Grillo", riguardo una singolare vicenda di licenziamenti e mancate assunzioni riguardante lavoratori che avevano prestato servizio per la All Clean ed erano stati successivamente assunti in un'altra azienda comunale che si occupa di beni culturali, la Zetema. Tra quei lavoratori, ad uno era stato negato il posto di lavoro. Si tratta di un certo Danilo Zicchi, che in una lettera al quotidiano rifondarolo Liberazione del dicembre 2006 attacca perché "i vertici aziendali di Zetema hanno visto nel fatto che ho dei procedimenti penali in corso una condanna sicura". [qui l'articolo]

Risponde l'interessata:

"Che dire, è tutto "quasi" vero!
Prima di tutto non ho mai negato di riconoscermi culturalmente in molti dei principi della sinistra ma è altrettanto vero che ho sempre sbandierato ai quattro venti di non riconoscermi in nessuna delle sinistre attuali.
E' vero, sto nell'USI/AIT. È scritto anche nel mio curriculum online pubblicato sul Meetup. E' altrettanto vero che proprio perché sto in un sindacato come l'USI/AIT ho potuto fare determinate battaglie in difesa del posto di lavoro e della sicurezza sul lavoro.
Mi dispiace che il dr. D'Agostino abbia perso nel corso delle sue indagini alcuni dettagli importanti.

I lavoratori di cui parla, relativamente alla All Clean erano tutti restauratori (non solo il dr. Zicchi) provenienti dal progetto Polis LSU/LPU che ora voi conoscete. Tale Progetto, all'epoca, è stato chiuso con un Protocollo di Intesa tra Comune di Roma e proprio quel sindacato "di ultrasinistra" che è l'USI/AIT: furono previsti per la All Clean srl (capitale sociale di 20 milioni di lire) la bellezza di 1.900.000 milioni di lire annui - per 5 anni- al fine di assumere 15 lavoratori e realizzare il servizio di rimozione delle scritte vandaliche dalle superfici tutelate dalla Sovrintendenza Comunale.

Ed è stato proprio grazie all'USI/AIT che la sottoscritta ha potuto rilevare e denunciare grazie alla posizione di RSA/RLS ?rappresentante sindacale aziendale/rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (tra le altre mancanze, la All Clean non fece le elezioni per RSU il rappresentante sindacale unitario -mi spiace parlare "sindacalese", ma non c'è traduzione) - la grave situazione lavorativa in cui si era venuta a trovare con altri 14 colleghi.

Il Ministero del Lavoro effettuò dal 2003 in poi numerose verifiche, concretizzatesi poi in sanzioni che la All Clean puntualmente pagò, ma che erano la dimostrazione delle "disattenzioni" dell'azienda sulle tematiche sindacali/umane/sicurezza sul lavoro.

Io stessa, grazie alla politica aziendale dissennata, priva di procedure da applicare, mi sono ritrovata con la sindrome del tunnel carpale bilaterale, riconosciuta dopo la mia denuncia all'INAIL.

E questo è solo l'inizio. Dopo 5 anni di denunce a tutti i livelli (INAIL, Ministero del Lavoro, ASL, Procura, Tribunale del Lavoro), il Comune di Roma decise di ritirare la propria partecipazione dalla Società All Clean. Questo determinò la reazione della società stessa che licenziò in tronco (guarda caso) i 15 restauratori.

Nel frattempo, il Comune di Roma aveva votato diversi documenti riguardo tale vicenda. Il più importante prevedeva lo spostamento - a conclusione del quinquennio per cui il Comune aveva stanziato i fondi- dei 15 restauratori, peraltro impegnati come operai specializzati presso la società Zetema (a controllo diretto del Comune stesso).

Ci fu uno stand-by, durante il quale, inspiegabilmente, arrivarono degli aut aut da parte di un'altra società del Gruppo AMA:la Sanama offriva ai 15 dei posti nella propria società da accettare entro Natale, altrimenti?Altrimenti che? A noi lavoratori non erano ancora arrivate le lettere di licenziamento!avevamo un posto "fisso"! Cosa stava succedendo? Mai capito. So solo che intervenne l'allora assessore alle politiche del lavoro On. Carrazza. La vicenda venne congelata, ma con il nuovo anno la All Clean ci licenziò. Sei mesi di disoccupazione totale. Ho impiegato sei mesi insieme ai miei colleghi, occupando assessorati e gruppi capitolini, per vedere applicato l'indirizzo del Consiglio Comunale di Roma che prevedeva l'assunzione dei 15 restauratori ex All clean presso la società Zètema.

Considero una mia sconfitta morale non essere riuscita a far applicare la legge per tutelare il posto del dr. Zicchi, tirato in ballo da Dagospia. Come sindacalista "d'assalto" ho sempre difeso chi era in difficoltà.

Il dr. Zicchi si è visto negare il dovuto posto di lavoro, perché aveva dei procedimenti penali in corso, ai quali non è seguita alcuna condanna.

Sicuramente la società in questione ha ritenuto opportuno tutelarsi, visto che, effettivamente, le accuse al dr. Zicchi riguardavano beni culturali, ciò non toglie che fino a colpevolezza dimostrata, esiste la presunzione di innocenza.

A tutt'oggi il dr. Zicchi non occupa il suo posto di lavoro. Mentre al dr. D'agostino forse mancano le ultime trame della sua tela così diligentemente intessuta. Il dr. Zicchi dal 2 Novembre 2007 non ha più pendenze a suo carico.
Chiunque abbia voglia e tempo da dedicare all'approfondimento di questa faccenda, sappia che può avvalersi di tonnellate di documenti..ne ho quanti ne volete! Fra di essi anche il resoconto di uno degli Ispettori del Ministero del Lavoro che evidenzia persino l'assenza di intervento, nella All Clean, dei sindacati Confederali a supporto delle battaglie che la sottoscritta stava promuovendo in difesa dei lavoratori "tutti". Per essere chiari: mi sono attivata anche per lavoratori non iscritti alla mia sigla, perché si parlava di salute e sicurezza."

... sembrerebbe il solito tiro al fango a casaccio....

venerdì 7 marzo 2008

Lista civica di Roma, dove firmare

Sabato 8 marzo in alcune piazze di Roma potrete votare per essere protagonisti della lista Civica che è nata a Roma, sotto i buoni auspici di Grillo, con Serenetta Monti candidata a sindaco. Occorrono 2.000 firme per presentare la lista, dopo aver faticosamente raccolto il numero di candidati necessario a rendere la lista presentabile.
Il programma è nel post prima di questo, ecco invece le piazze dove solo domani si potrà votare.

Non aspettate la manna. Provate a coltivarla!

domenica 2 marzo 2008

Il manuale dell'elettore

Ecco qui.
Il "manuale elettorale" appena scaricato (ed appena realizzato, il 19 febbraio 2008!) dal sito della Camera dei deputati.

Ancora tanti, leggo in giro, sono tentati dall'astensione al voto. Io sono ancora indecisa, cerco disperatamente una alternativa che mi convinca, che non sia lontana da me per valori e per modalità di azione dei suoi componenti.

Presto inserirò il sunto dei programmi delle liste che si presenteranno.
Intanto ho seguito la segnalazione di un nuovo movimento nazionale, lo trovate qui, c'è dietro il dott. Stefano Montanari ed il nome è di quelli che "marcano bene": Il Bene comune.

Aspettiamo, poi decideremo... il 13 aprile.

sabato 1 marzo 2008

La legge elettorale è incostituzionale?

Riporto dal blog di Grillo. Una azione, per farci riflettere.

[una discussione approfondita la trovate anche qui]

"Elezioni del 13/14 aprile: ricorso al Tar. La legge elettorale è incostituzionale e viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Oggi tre cittadini elettori, gli avvocati Aldo Bozzi, del foro di Milano, Giuseppe Bozzi, del foro di Roma e Giuseppe Porqueddu, del foro di Brescia hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati convocati i comizi per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.

I ricorrenti, sulla scia dei rilievi mossi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 15 del 2008 (ammissiva del referendum elettorale), chiedono che il Tar sollevi la questione di costituzionalità della legge Calderoli con riferimento a tre punti critici:
1) Le liste bloccate che privano l'elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento
2) L'attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima
3) L'indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier
L'impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentativita e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei diritti dell'uomo (articolo 3 del Protocollo I).

L'attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la legge Acerbo del 1924 e con la successiva legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il Parlamento.

L'indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carico di premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri".

p.s. questa è la email dell'istituzione della commissione europea che vigila sul rispetto e l applicazione della legislazione comunitaria primaria e secondaria da parte degli stati membri: SG-PLAINTES@EC.EUROPA.EU

martedì 26 febbraio 2008

Nasce la lista civica per Roma, verso il bollino Grillo

(DIRE) Roma, 26 feb. - E' Serenetta Monti la candidata a sindaco di Roma che sara' presentata dalla lista civica legata a Beppe Grillo. Lo ha deciso ieri notte il meet-up romano, che ha svolto le primarie tra 5 candidati. Monti ne e' risultata la vincitrice, ed ora si candidera' al Campidoglio. Sabato e domenica prossimi i 'grilli' romani saranno cosi' nelle piazze con i propri gazebo per la raccolta delle firme necessarie (ne servono 2.000).

"Non so dove arriveremo con questa lista- spiega sul sito Serenetta Monti- So il fastidio che gia' abbiamo creato a questo sistema marcio e ne sono felice. Siamo un'onda anomala che si muove sotterranea... e lentamente si gonfia. Potremo essere uno Tsunami? O una delicata ondina? Dipende da noi e dalla forza di volonta' che metteremo in questo progetto. Le persone che si stanno impegnando per questo cammino sono tutte spettacolari.
Partono tutte dallo stesso principio di base: bisogna cambiare".

Serenetta Monti ha alle spalle un passato di precariato come restauratrice, lotte sindacali autorganizzate per la stabilizzazione in aziende comunali, battaglie legali per le malattie sul lavoro, scioperi, denunce e occupazioni. Le sue soddisfazioni vengono dai bambini, "non i miei, ma quelli degli altri ai quali per anni ho insegnato Kung Fu".

Fra le sue esperienze "piu' entusiasmanti": la partecipazione al Comitato contro lo scippo
del Tfr. Poi la 'scoperta' di Beppe Grillo, la carica di 'organizer' dei 'grilli' romani a giugno 2007, riconfermata a dicembre scorso. "Insieme abbiamo percorso un signor cammino- spiega Serenetta Monti- Class action, No Coke, Malagrotta, i Gas, l'open source, la proposta di legge popolare che ci ha portato al 'VDay', il 'VDay stesso' e, ora, questa avventura delle liste
civiche".

"Non e' la poltrona che spinge a lavorare sulle liste civiche- mette in chiaro la candidata- Nel mio caso, paradossalmente, proprio ora ho cambiato lavoro nell'azienda in cui ho fatto la custode di museo per un anno e mezzo... e quello che faccio ora mi piace. Quindi, comunque vada, io saro' felice. Non sono ipocrita e vi dico che lavorero' per ottenere un buon consenso, e' ovvio che preferirei vincessimo le elezioni, ma sono preparata anche all'eventuale flop. Nonostante questo rischio- conclude Serenetta Monti- so che voi ci sarete lo stesso. Che i 'grilli' romani ci saranno lo stesso. Non si bruciano facilmente i sentimenti di 2.000 persone che si sono ritrovate per lo stesso motivo: cambiare. In meglio. Per il bene comune. E io ci voglio provare. Con voi".

lunedì 25 febbraio 2008

Grillo fa. Due

Grillo al fianco delle liste civiche alle amministrative, conferma che non vuole candidarsi

"Stiamo lavorando per fare delle liste che si presenteranno sotto vari nomi, che ne so 'gli amici di Grillo', 'gli aggrillati', 'i Grilli siciliani'". Cosi' Beppe Grillo, in un'intervista rilasciata a Controcorrente, l'approfondimento di Sky Tg24 condotto da Corrado Formigli in onda stasera alle 22.35, annuncia la sua partecipazione alle prossime elezioni amministrative. "Se ce la faremo ci presenteremo in Sicilia, poi in Friuli e a Treviso. Non so quanti paesi saranno, un centinaio, non so quante liste riusciamo a fare. Naturalmente saranno tutte liste col bollino di garanzia Grillo" Le "liste Grillo" saranno composte, spiega il comico genovese, da "gruppi di giovani dei meet up che da tre-quattro anni fanno politica sul territorio e sulla rete per l'acqua, contro la privatizzazione, per avere il wi max libero e gratuito, per avere le rinnovabili invece che il petrolio". E lui personalmente che fara'? "Io non mi presentero' ma camminero' con loro e gli daro' una mano per le liste civiche e regionali. Io passeggio, io sono sul fiume"."

Fonte La Repubblica

domenica 24 febbraio 2008

Astenersi? Ancora informazioni

Come è giusto che sia, visto l'interesse che sembra aver suscitato questo sistema di non votare, per protestare contro un sistema elettorale che non ci rappresenta più.
Ecco un link molto interessante, si tratta del Nucleo Giuridico Nazionale dei Meet Up, ed in particolare del tread dove si parla proprio di quesot argomento.

Sembra, per esempio, che :
"Non è più prevista la possibilità di rinunciare la voto dopo aver ricevuto la scheda.
Unica possibilità è quanto previsto dall' Art. 62 del T.U.

1. Se l'elettore non vota entro la cabina, il presidente dell'Ufficio deve ritirare le schede, dichiarandone la nullità e l'elettore non è più ammesso al voto.

Quindi, rientrerà nel conteggio delle nulle.
Questo il dato normativo."

E ancora
"
Il dato normativo ( insieme delle norme che regolano la materia delle votazioni) non lascia scampo ( anche dopo l'abrogazione - eliminazione, cancellazione- degli artt. 60,61,61bis ).
Se l'elettore ritira la scheda elettorale e , epr qualsiasi motivo non la deposita nell'urna o effettua il voto fuori dalla cabina elettorale, si vedrà ritira la scheda da parte del presidente che ha l'obbligo ( art. 62) di annullarla (altrimenti commetterebbe un reato)."


Per uscire sempre di più dal qualunquismo superficiale.

Grillo, intanto, dichiara "Non voto e ne sono orgoglioso" bocciando le politiche e prendendo posizione accanto ai giovani dei Meet Up, per le amministrative.

venerdì 22 febbraio 2008

Ancora sull'astensionismo

Non potevo evitare di informarmi.
A parte che se fate una semplice ricerca per "astensionismo attivo" su google scoprirete che è oggetto di ampie discussioni in praticamente tutti i tipi di forum e blog, attualmente, da quelli più sociali e politici a quelli sportivi...

Comunque cercando di non rimanere nella superficialità che mi contradistingue come italiana, provando ad andare un po' a fondo, nel tentativo di dare a me e a chi tengo una giusta indicazione in caso di dubbi su chi votare, [come dire, in mancanza di meglio non ci tappiamo il naso, evitare si può] ecco cosa ho trovato:

Intanto il link al Testo unico delle leggi elettorali, ovvero cosa dispone la legge.
Art. 4
1. Il voto è un dovere civico e un diritto di tutti i cittadini, il cui libero esercizio deve essere garantito e promosso dalla Repubblica.

questo non vuol dire che si "deve votare chi c'è " ma che bisogna occuparsi della questione voto per esprimere un diritto per cui tanti si sono battuti in ogni epoca e tempo.

Scorrendo tra articoli e commi si giunge infine al
TITOLO VII
Disposizioni penali
Art. 94

in particolare:
5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

e questo tutela l'esercizio del diritto di protesta: non mi sento rappresentato da chi si è presentato, voglio che venga posto a verbale che io, pur volendo esercitare un mio diritto, non sono stato messo in condizioni di farlo dai candidati proposti.
Nei fatti come dovrei procedere:
1) andare a votare, presentarmi con il documento di riconoscimento e la tessera elettorale e farmi vidimare la scheda
2)esercitare il diritto di rifiutare la scheda (dopo vidimata), dicendo: “rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!”
3)pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda
4)esercitare il proprio diritto di aggiugere, in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo: “nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta”)(d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art. 104, già citato)
così facendo non avrò espresso la mia preferenza, ma risulterò all'interno della percentuale di votanti e potrò evitare che il mio voto nullo o scheda bianca possa andare a vantaggio della maggioranza che risulterà comunque vincente dalla votazione

Ed ora la pulce nell'orecchio che mi è stata messa da una amica: in questo modo si esce dall'anonimato delle proprie scelte di voto, di fatto è una presa di posizione. E per di più si può essere facilmente "schedati" a futura memoria, visto che la decisione deve essere messa a verbale.

Sinceramente dopo quanto ho potuto vedere in un video amatoriale comparso oggi sul blog di Grillo comincio ad avere davvero paura, ma essere schedata per il mio prendere posizione contro questa politica mi sembra il male minore.

Buona serata, popolo.

venerdì 15 febbraio 2008

ASTENSIONISMO ATTIVO


Riporto un commento ricevuto da un presidente di seggio e trasmesso qui

"Il rifiuto a votare è prevista dalla nostra legge ancora in vigore, legge (più di una in verità con relativi regolamenti e varie) che regolamenta ciò che è consentito fare e non fare. Ho appena riletto gli opuscoli che vengonoforniti ai presidenti di seggio all’atto delle presa in possesso del seggio stesso.

Il rifiuto al voto fra l’altro rappresenta la bestia nera non solo per i presidenti di seggio, ma soprattutto per il segretario che deve compilare in triplice copia i verbali , indipendentemente poi dalla nota a verbale da parte dell’elettore. Mediamente si perde dalla mezz’ora (per i segretari più sgamati) all’ora buona, e se questo viene fatto durante l’ora di punta (prima dell’ora di pranzo e prima dell’ora di cena), si capisce bene che questo comporta un bel casino, con i santi che scendono dal paradiso da parte dei presidenti e segretari di seggio.

Dal punto di vista politico è sicuramente molto ma molto più significante e rilevante rispetto sia alle schede nulle( al quale si dà il valore di chi non sa votare) sia delle schede bianche ( valore di chi non sa decidere) che al non andare a votare (che addirittura scompare nell’oblio).

Il rifiuto al voto può diventare quindi una risposta politica molto forte, ma ancora una volta senza nessun risvolto pratico immediato, ma solo simbolico. A patto però che questa sia una risposta di massa. Se si raggiungesse una percentuale del 4-5 % degli aventi diritto è un discorso se dovesse avere solo un 0,0000xx% , nessuno lo considererebbe.

Altro discorso però che chi lo dovesse praticare deve sapere che dovrà essere molto determinato e forte , perché le azioni per scoraggiarlo saranno molto ma molto forti non solo da parte del presidente di seggio, ma anche da parte dell’incaricato sindaco, il quale di solito(in questi casi) si fa accompagnare o da un vigile o da un rappresentante della forza pubblica.

giovedì 14 febbraio 2008

Grillo fa.

"Il blog pubblicherà l'elenco di prescritti, condannati in primo e secondo grado e in via definitiva presenti nelle future liste elettorali. Quando vedrete un loro cartellone aggiungete con il pennarello il reato per completare il curriculum."

direi che era esattamente quello che io avevo in mente.

Non si deve votare a vuoto! Perfino con una legge elettorale che fa ridere, arrivando ad essere considerata anche incostituzionale.

venerdì 1 febbraio 2008

Il premio di fine mandato

Che bello sapere che i nostri politici sanno così bene tutelare i propri interessi. Magari - come pensa la maggior parte di coloro che in passato ha votato il Berlusconi imprenditore - così sapranno farsi anche i miei interessi, se mi comporto bene e faccio tutto quello che mi dicono senza oppormi...
Fatto sta che nel febbraio del 2006, più che parlare della riforma elettorale (attualmente viviamo l'era del "porcellum" lo sapevate?) secondo il volere dei cittadini, o delle riforme istituzionali necessarie a far ripartire l'economia italiana, o al controllo dei prezzi impazziti, o all'individuazione di soluzioni efficaci per la crisi dei rifiuti, in mancanza di meglio da fare i nostri parlamentari hanno trovato il tempo di far passare una piccola norma che attribuisce ai partiti una indennità di fine mandato di 300milioni di euro da erogare (lo Stato Italiano, ovvero in quotaparte anche la sottoscritta) per i prossimi tre anni in cui avrebbe dovuto durare la legislatura.

Bel colpo! Peccato che gli interessi dei partiti non coincidano del tutto con quelli delle mie tasche...

p.s. E' il caso di cercare di informarci un po' sulla attuale legge e sulle proposte di riforma della legge elettorale, sembra che non siano poi così aperte e democratiche. Davvero vogliamo continuare ad indicare nomi senza alcun effetto? Sono i partiti a decidere, oggi...