Avevo predetto all'inizio dell'anno che questo governo avrebbe tenuto fino a luglio, (il tempo di garantire a tutti i parlamentari il raggiungimento dei privilegi previdenziali legate ai 26 mesi di legislatura?) e sembra giunto il tempo. E' di oggi la notizia che Berlusconi, per la prima volta dopo due anni, ipotizza una crisi di governo, colpa di Fini, dice lui.
Ma se andiamo a ben guardare tutta la situazione in generale noteremo alcuni dettagli non trascurabili.
1. la crisi economica, in autunno non sarà più ignorabile, e qualcuno già vocifera che sarà peggio della Grecia. L'Italia di svende patrimonio demaniale per fare cassa, come bruciare i mobili per fare del fuoco. Tempo fa leggevo le parole di un' affermata economista che sosteneva che una delle cose che ci differenziavano da altri Paesi in pericolo di catastrofe economica era il possedimento di un buon patrimonio nazionale, in grado di fornire garanzie a fronte del credito di cui il Nostro bel Paese in declino abbisogna. Finito il patrimonio, finiranno anche le garanzie, come reagirà l'Europa?
2. la crisi degli industriali. Il governo Berlusconi ha promesso una serie di investimenti strutturali - molto discussi se vogliamo, ma pur sempre promessi - come il ponte sullo stretto di Messina, la realizzazione di centrali nucleari, la realizzazioni di decine di impianti di incenerimento dei rifiuti, per esempio. Tutti progetti su cui gli industriali italiani avevano già fatto affidamento, ma che - per ovvia mancanza di fondi - non accennano a decollare. Avendo concentrato risorse e tempo di lavori del Parlamento, alla risoluzione di problemi come il Lodo Alfano, il DDL "bavaglio" contro la stampa e i magistrati, lo scudo fiscale, è piuttosto naturale che non ci sia oggi spazio ad una politica di sviluppo economico, industriale o meno, in grado di soddisfare la parte imprenditoriale produttiva del Paese. Come reagiranno gli imprenditori?
3. la crisi del lavoro. Siamo al giro di boa: la c.i.g. sta per finire per molti, i disoccupati in grado di occupare le piazze, avendo tempo a disposizione e niente da perdere, aumentano a vista d'occhio. Una delle motivazioni dell'introduzione del welfare state, dopo la seconda guerra mondiale, risiedeva nella volontà di evitare che si potesse attivare nuovamente la "miccia sociale" della disoccupazione molto elevata, capace di far riempire le piazze con persone disperate e pronte a tutto, ricattabili e strumentalizzabili.
In tutto questo, siate onesti, se foste alla guida di un governo così nel pieno della tempesta, la tentazione di scendere dal cavallo, additare un colpevole (Fini) e scegliere un comodo governo tecnico di cui non prendersi la responsabilità non sarebbe alta?
Auspicando la 'rivoluzione democratica' non pensiamo alle armi e nemmeno alla rivolta di piazza, ma ad una forte e continua pressione popolare, sempre meglio organizzata ( questo sì !), visto che - anche se non tutti, ad oggi, lo avvertono- da tempo non ci troviamo più in condizioni di normale svolgimento della vita democratica.
lunedì 5 luglio 2010
giovedì 21 gennaio 2010
Popongo le primarie WEB degli elettori
DEDICATO A TUTTI QUEGLI ELETTORI SCHIFATI DAL PDL, DELUSI DAL PD, O CHE SEMPLICEMENTE NON SI SENTONO RAPPRESENTATI (e come darci torto?)
Ecco l'idea:
noi elettori siamo stati esautorati da ogni decisione, perchè ci propongono candidati che possiamo solo votare con una croce. E tutto questo solo alla fine dei giochi, quando tutto è stato deciso, senza che la maggior parte degli elettori sappia niente di chi sta per votare.
Finisce che la massa voterà per i più nominati, i più famosi, i più conosciuti, senza sapere neanche quale programma portano.
Propongo agli elettori schifati da PDL e delusi da un PD il cui capo non ha niente da spartire con la coda, di scegliere un unico candidato - il meno conosciuto, ma che proponga un programma credibile ed accettabile - e voti compatto per dare un segnale forte, diverso dal non-voto, e con un po' di fortuna riesca davvero a scuotere l'ordine costituito.
I candidati nella Regione Lazio.
Renata Polverini
Roberto Fiore
Emma Bonino
Michele Baldi
Marzia Marzoli
... sovvertiamo i risultati. Il nostro voto vale poco, ma se vogliamo davvero opporci a questo stato di fatto dovremo fare in modo che valga molto. Moltissimo. E dimostrarci poi compatti e coerenti con la scelta.
Ecco l'idea:
noi elettori siamo stati esautorati da ogni decisione, perchè ci propongono candidati che possiamo solo votare con una croce. E tutto questo solo alla fine dei giochi, quando tutto è stato deciso, senza che la maggior parte degli elettori sappia niente di chi sta per votare.
Finisce che la massa voterà per i più nominati, i più famosi, i più conosciuti, senza sapere neanche quale programma portano.
Propongo agli elettori schifati da PDL e delusi da un PD il cui capo non ha niente da spartire con la coda, di scegliere un unico candidato - il meno conosciuto, ma che proponga un programma credibile ed accettabile - e voti compatto per dare un segnale forte, diverso dal non-voto, e con un po' di fortuna riesca davvero a scuotere l'ordine costituito.
I candidati nella Regione Lazio.
Renata Polverini
Roberto Fiore
Emma Bonino
Michele Baldi
Marzia Marzoli
... sovvertiamo i risultati. Il nostro voto vale poco, ma se vogliamo davvero opporci a questo stato di fatto dovremo fare in modo che valga molto. Moltissimo. E dimostrarci poi compatti e coerenti con la scelta.
lunedì 26 ottobre 2009
Per Dire: candidati PD alla Regione Lazio
Conosciamoli un po' meglio, visto che molto probabilmente uno di loro (ovvero colui che verrà designato segretario regionale del PD) sarà il candidato alle prossime elezioni regionali funestate dall'evento Marrazzo che rende impossibile una ricandidatura del governatore dimissionario.
Alessandro Mazzoli (mozione Bersani) nato nel giugno del 1972, è oggi presidente della provincia di Viterbo. Maturità scientifica, sposato, ha frequentato la facoltà di Agraria presso l'Università della Tuscia di Viterbo. Dal 1993 al 1997 è stato segretario provinciale della Sinistra Giovanile di Viterbo, responsabile dell'organizzazione della federazione dei Democratici di Sinistra e, dal 2000, segretario provinciale del partito, incarico confermatogli nei congressi del 2001 e del 2005. È stato eletto Presidente della Provincia nel turno elettorale del 2005 (ballottaggio del 17 e 18 aprile), raccogliendo il 52,3% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrosinistra. È sostenuto, in Consiglio provinciale, da una maggioranza costituita da:
* Partito Democratico
* PRC
* SDI-UDEUR-IDV
* Comunisti Italiani
Il mandato amministrativo scade nel 2010.
Roberto Morassut (mozione Franceschini) Nato a ROMA il 16 novembre 1963. Laurea in lettere moderne; eletto, dall'apparato del partito, Segretario regionale del Partito Democratico con il 44.5 dei voti. Già Assessore all'urbanistica al fianco di Veltroni, (a lui si deve l'elaborazione e il parto del Piano Regolatore regalato in extremis da Veltroni a Roma) è un Componente dell'organo parlamentare VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI) dal 21 maggio 2008. Ha definito il PD un partito «popolare, nazionale, di massa»[1]
Ileana Argentin (mozione Marino) Nata a ROMA il 29 marzo 1963 Laurea in scienze politiche, Laurea in giurisprudenza; Editorialista, Presidente dell'Associazione Rete Sociale del Partito Democratico. Eletta nella circoscrizione XV (LAZIO 1)
Componente dell'organo parlamentare: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI) dal 21 maggio 2008.
Alessandro Mazzoli (mozione Bersani) nato nel giugno del 1972, è oggi presidente della provincia di Viterbo. Maturità scientifica, sposato, ha frequentato la facoltà di Agraria presso l'Università della Tuscia di Viterbo. Dal 1993 al 1997 è stato segretario provinciale della Sinistra Giovanile di Viterbo, responsabile dell'organizzazione della federazione dei Democratici di Sinistra e, dal 2000, segretario provinciale del partito, incarico confermatogli nei congressi del 2001 e del 2005. È stato eletto Presidente della Provincia nel turno elettorale del 2005 (ballottaggio del 17 e 18 aprile), raccogliendo il 52,3% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrosinistra. È sostenuto, in Consiglio provinciale, da una maggioranza costituita da:
* Partito Democratico
* PRC
* SDI-UDEUR-IDV
* Comunisti Italiani
Il mandato amministrativo scade nel 2010.
Roberto Morassut (mozione Franceschini) Nato a ROMA il 16 novembre 1963. Laurea in lettere moderne; eletto, dall'apparato del partito, Segretario regionale del Partito Democratico con il 44.5 dei voti. Già Assessore all'urbanistica al fianco di Veltroni, (a lui si deve l'elaborazione e il parto del Piano Regolatore regalato in extremis da Veltroni a Roma) è un Componente dell'organo parlamentare VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI) dal 21 maggio 2008. Ha definito il PD un partito «popolare, nazionale, di massa»[1]
Ileana Argentin (mozione Marino) Nata a ROMA il 29 marzo 1963 Laurea in scienze politiche, Laurea in giurisprudenza; Editorialista, Presidente dell'Associazione Rete Sociale del Partito Democratico. Eletta nella circoscrizione XV (LAZIO 1)
Componente dell'organo parlamentare: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI) dal 21 maggio 2008.
lunedì 19 ottobre 2009
Il III municipio dichiara guerra agli affitti in nero
Non vi stupite, solo i governi di centro sinistra possono fare una vera battaglia contro gli evasori e coloro che si accaparrano privilegi sulla base dei soldi posseduti.
Non potete stupirvi, viste le dichiarazioni del leader maximo del PDL, imprenditore cresciuto all'ombra della politica di palazzo, il quale oggi incita a non pagare il canone RAI, ma già a suo tempo aveva dichiarato che le tasse, se si può, è meglio non pagarle.
Ed ecco cosa combina Dario Marcucci, presidente del Municipio III in queota PD.
Guerra agli affitti in nero, all´evasione fiscale e ai tributi evasi. Parte da dicembre la campagna del municipio III, guidato da Dario Marcucci, per far emergere il numero dei cittadini nascosti dietro alle case affittate senza contratto, la percentuale di quanti non pagano la tassa sui rifiuti o non versano l´Irpef allo Stato. Viene così istituita un´anagrafe temporanea, una sorta di registro parallelo a quello dei residenti dove saranno censiti gli aventi dimora nei quartieri del municipio III come piazza Bologna, San Lorenzo, parte di Nomentano e del Tiburtino. "Amministro una zona di Roma dove è alta la concentrazione degli studenti e dei lavoratori fuori sede che prendono in affitto una casa per un certo periodo senza avere però un regolare contratto né pagare le tassi comunali – spiega Marcucci – Questo altera il mercato. Interi palazzi sono trasformati in affittacamere e stimiamo che i dimoranti siano circa un terzo rispetto ai residenti".
Arriverà in tutte le cassette della posta una lettera dove il municipio III invita chi dimora nel territorio ad andarsi a registrare nella sede di via Goito. Insomma un nuovo censimento. E chi andrà spontaneamente negli uffici del parlamentino di centro-sinistra potrà usufruire di alcuni vantaggi. "Garantiremo loro il parcheggio gratuito nelle strisce blu come ai residenti e l´iscrizione regolare ai nostri servizi sanitari", spiega il presidente. Poi partirà una campagna di accertamento casa per casa gestita da una task force dei vigili urbani e a chi non si autodenuncia "faremo pagare due anni arretrati delle tasse non versate con la corrispettiva sanzione".
(19 ottobre 2009)
Non potete stupirvi, viste le dichiarazioni del leader maximo del PDL, imprenditore cresciuto all'ombra della politica di palazzo, il quale oggi incita a non pagare il canone RAI, ma già a suo tempo aveva dichiarato che le tasse, se si può, è meglio non pagarle.
Ed ecco cosa combina Dario Marcucci, presidente del Municipio III in queota PD.
Guerra agli affitti in nero, all´evasione fiscale e ai tributi evasi. Parte da dicembre la campagna del municipio III, guidato da Dario Marcucci, per far emergere il numero dei cittadini nascosti dietro alle case affittate senza contratto, la percentuale di quanti non pagano la tassa sui rifiuti o non versano l´Irpef allo Stato. Viene così istituita un´anagrafe temporanea, una sorta di registro parallelo a quello dei residenti dove saranno censiti gli aventi dimora nei quartieri del municipio III come piazza Bologna, San Lorenzo, parte di Nomentano e del Tiburtino. "Amministro una zona di Roma dove è alta la concentrazione degli studenti e dei lavoratori fuori sede che prendono in affitto una casa per un certo periodo senza avere però un regolare contratto né pagare le tassi comunali – spiega Marcucci – Questo altera il mercato. Interi palazzi sono trasformati in affittacamere e stimiamo che i dimoranti siano circa un terzo rispetto ai residenti".
Arriverà in tutte le cassette della posta una lettera dove il municipio III invita chi dimora nel territorio ad andarsi a registrare nella sede di via Goito. Insomma un nuovo censimento. E chi andrà spontaneamente negli uffici del parlamentino di centro-sinistra potrà usufruire di alcuni vantaggi. "Garantiremo loro il parcheggio gratuito nelle strisce blu come ai residenti e l´iscrizione regolare ai nostri servizi sanitari", spiega il presidente. Poi partirà una campagna di accertamento casa per casa gestita da una task force dei vigili urbani e a chi non si autodenuncia "faremo pagare due anni arretrati delle tasse non versate con la corrispettiva sanzione".
(19 ottobre 2009)
mercoledì 14 ottobre 2009
C'è un problema, Binetti
"C'è un problema Binetti". Con queste parole il segretario del Pd [Franceschini] ha dato il via alle polemiche e alle accuse contro la Binetti. Il punto è che "su questi temi" i valori del Pd non sono negoziabili, ed è impossibile "richiamarsi alla libertà di coscienza". Ma la Binetti non molla e si difende tirando in ballo la sua storia personale e le sue convinzioni. E rilancia. Accredidata come sostenitrice di Franceschini per la corsa delle primarie, la deputata annuncia un cambio di schieramento. "Alle primarie voterò Bersani".
Non resta a guardare Anna Paola Concia. "O la mia posizione o quella di Paola Binetti: che il Pd decida", commenta la deputata. Che aggiunge: "Lo stato deve dire ai suoi cittadini che l'omofobia è un reato".
I FATTI:
Dopo mesi di confronti e discussioni la "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd.
Questa la successione dei fatti. (tradotti per i normali lettori)
Otto deputati del Pdl, in un testo congiunto, avevano espresso la loro disapprovazione per il testo, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. - ovvero non volevano far passare la legge -
Lega, Pdl e Udc avevano chiesto che il testo tornasse in commissione per una serie di "limature". - ovvero proponevano una revisione -
Ma la proposta non ha ottenuto la maggioranza alla Camera, che prosegue così l'esame del provvedimento.
Contro il rinvio in Commissione giustizia hanno votato non solo i deputati di Pd e Idv, ma anche numerosi deputati del Pdl.
Poi la svolta. A sorpresa. La Camera boccia - ovvero viene così respinta la legge, senza possibilità di appello - e la Concia ne ha per tutti: per il Pdl, che "ha detto bugie", ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in Commissione".
Per la signora Binetti propongo alcune
DOMANDONE 1:
Signora Binetti, le sembra serio e democratico un parlamentare che di punto in bianco, senza alcun rispetto per la maggioranza dei suoi stessi colleghi di partito, decida di testa propria e ufficializzi un "cambio di bandiera" perfino nella disputa per l'elezione dei candidati a segretario di partito?
DOMANDONE 2:
Le sembra democratico e costituzionale che un parlamentare, eletto all'interno di una lista di candidati con programma e dichiarazioni ben stabiliti, decida ad un certo punto di abbandonare i propri elettori andando ad ingrossare le fila di un partito i cui elettori non l'hanno votata?
DOMANDONE 3:
Di preciso quando ha deciso di abbandonare il Partito Democratico ed abbracciare la linea politica di altro partito?
Da wikipedia:
Chi è Paola Concia
Chi è Paola Binetti
Non resta a guardare Anna Paola Concia. "O la mia posizione o quella di Paola Binetti: che il Pd decida", commenta la deputata. Che aggiunge: "Lo stato deve dire ai suoi cittadini che l'omofobia è un reato".
I FATTI:
Dopo mesi di confronti e discussioni la "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd.
Questa la successione dei fatti. (tradotti per i normali lettori)
Otto deputati del Pdl, in un testo congiunto, avevano espresso la loro disapprovazione per il testo, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. - ovvero non volevano far passare la legge -
Lega, Pdl e Udc avevano chiesto che il testo tornasse in commissione per una serie di "limature". - ovvero proponevano una revisione -
Ma la proposta non ha ottenuto la maggioranza alla Camera, che prosegue così l'esame del provvedimento.
Contro il rinvio in Commissione giustizia hanno votato non solo i deputati di Pd e Idv, ma anche numerosi deputati del Pdl.
Poi la svolta. A sorpresa. La Camera boccia - ovvero viene così respinta la legge, senza possibilità di appello - e la Concia ne ha per tutti: per il Pdl, che "ha detto bugie", ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in Commissione".
Per la signora Binetti propongo alcune
DOMANDONE 1:
Signora Binetti, le sembra serio e democratico un parlamentare che di punto in bianco, senza alcun rispetto per la maggioranza dei suoi stessi colleghi di partito, decida di testa propria e ufficializzi un "cambio di bandiera" perfino nella disputa per l'elezione dei candidati a segretario di partito?
DOMANDONE 2:
Le sembra democratico e costituzionale che un parlamentare, eletto all'interno di una lista di candidati con programma e dichiarazioni ben stabiliti, decida ad un certo punto di abbandonare i propri elettori andando ad ingrossare le fila di un partito i cui elettori non l'hanno votata?
DOMANDONE 3:
Di preciso quando ha deciso di abbandonare il Partito Democratico ed abbracciare la linea politica di altro partito?
Da wikipedia:
Chi è Paola Concia
Chi è Paola Binetti
lunedì 12 ottobre 2009
Italiani, popolo di bambini
Pensate alle vicende più recenti del nostro Stato: chi governa spende più di quanto l'Italia guadagni, l'opposizione rincorre furiosamente le proposte - continue ed implacabili - di leggi folli ed incostituzionali (lodo Alfano, immunità per i parlamentari, "pacchetto sicurezza" che mette in sicurezza le amministrazioni locali dal rischio di essere sciolte per mafia etc) senza riuscire a stringere il governo sui veri problemi del Paese (crisi economica, disoccupazione vertiginosa, calo della sicurezza dei cittadini), gli elettori spaesati "tifano" per questo o quel personaggio come se stessero parlando di un reality, grazie alla portentosa rieducazione mentale che tutte le reti nazionali hanno operato sulla pubblica opinione.
Come bambini quando i genitori litigano, gli Italiani non giudicano per i fatti che avvengono, ma per le sensazioni emotive che questo o quell'eroe del momento riesce a regalare loro, consentendogli comunque di continuare a credere che ci sia qualcuno che alla fine metterà tutto a posto.
Quello che ai bambini è consentito ignorare, ma agli adulti no, sono le conseguenze di questo periodo confuso, in cui lo strapotere incontrastato di qualcuno, rischia di portare l'intero Paese al di fuori dell'equilibrio democratico cui eravamo abituati.
Svegliamoci, bambini.
Come bambini quando i genitori litigano, gli Italiani non giudicano per i fatti che avvengono, ma per le sensazioni emotive che questo o quell'eroe del momento riesce a regalare loro, consentendogli comunque di continuare a credere che ci sia qualcuno che alla fine metterà tutto a posto.
Quello che ai bambini è consentito ignorare, ma agli adulti no, sono le conseguenze di questo periodo confuso, in cui lo strapotere incontrastato di qualcuno, rischia di portare l'intero Paese al di fuori dell'equilibrio democratico cui eravamo abituati.
Svegliamoci, bambini.
sabato 10 ottobre 2009
Un anno di Alemanno/ 4 il parto del bilancio
Inizia il 2009 e, il 24 gennaio, Zingaretti, nel presentare il bilancio, annuncia "Ora creiamo la città metropolitana"
Con 28 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto il consiglio provinciale approva il bilancio 2009: 148,62 milioni di euro di investimenti e 479,84 milioni per le spese correnti. «E adesso via alla fase costituente della città metropolitana di Roma», dice il presidente della Provincia Nicola Zingaretti al termine della seduta in aula. L' approvazione in Senato della norma su Roma Capitale ha dato nuova linfa alla sua idea di città metropolitana, che Zingaretti vuole realizzare attivandosi su due fronti: gli incontri con il sindaco Alemanno, a cui già ieri mattina ha chiesto un incontro, e il confronto con i sindaci dei 120 comuni della Provincia, che cominceranno lunedì prossimo.
Di li a poco, visto che Regioni, Provincie e Comuni non possono prescindere dalle manovre del Governo, il giro di vite imposto appunto dai ministri del governo Berlusconi, fanno sobbalzare i Sindaci.
Scrive Repubblica il 31 gennaio "Anche i Comuni, dopo le Regioni, scendono in campo contro il ministro dell' Economia Giulio Tremonti. Il presidente dell' Anci, e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici ha definito ieri, in una lettera inviata al titolare del Tesoro, «una provocazione grave e intollerabile» la circolare che impone ai Comuni un robusto giro di vite sui propri bilanci. Sostanzialmente il provvedimento impedisce ai Municipi di contabilizzare come entrate i proventi delle vendite di immobili (si tratta complessivamente di 1,5 miliardi), di conseguenza i saldi di bilancio, in assenza di questa voce, sono destinati a deteriorarsi e aumentare fino a sforare in molti casi le soglie del patto di stabilità interna. Il risultato è che saranno bloccati gli investimenti: sanzione che tocca ai Comuni con i bilanci in dissesto.
Ma torniamo a Roma. Il 2 febbraio inizia un lungo e travagliato iter per la discussione e l'approvazione del documento di programmazione finanziaria 2009/2011.
"Lotta all' evasione fiscale e tariffaria anche attraverso il conferimento di poteri di accertamento e contestazione al personale di Roma Entrate, appositamente formato, che lavorerà a stretto gomito con la guardia di finanza; riforma del sistema che governa il trasporto pubblico locale tramite l' accorpamento di Trambus e Metro sotto il gestore Atac, e contestuale creazione di un' Agenzia della mobilità e di una società patrimonio; modifiche e integrazioni al regolamento in materia di affissioni e pubblicità che prevedano, accanto alle sanzioni amministrative, il sequestro e l' abbattimento degli impianti a carico degli operatori abusivi.
Obbiettivo del documento di previsione triennale: riportare in equilibrio strutturale la finanza comunale senza alzare tasse e tariffe, né abbassare l' impegno di spesa destinato al sociale e alla scuola. Condizione necessaria, quello di limitare l' indebitamento e cancellare gli squilibri tra entrate e uscite, per avviare un serio e credibile piano di sviluppo.
In sostanza - si legge tra le righe della relazione tecnica che accompagna il Bilancio - senza quelle politiche di revisione della spesa, riduzione dei costi e razionalizzazione della macchina capitolina promesse da Alemanno, anche le ingenti risorse stanziate dal governo e il piano di rientro elaborato dalla gestione commissariale potrebbero risultare insufficienti per risanare le casse del Comune e rilanciarne l' azione amministrativa.
Un monito che però, almeno a giudicare dall' esame di alcune voci, resta largamente disatteso.
Diverse infatti le contraddizioni. Partiamo dalla più macroscopica.
1. Tante volte, sin dalla campagna elettorale, il sindaco Alemanno ha tuonato contro le società controllate e partecipate, ben 81, che il centrosinistra avrebbe moltiplicato e il centrodestra prontamente dimezzato.dell' attesissima cura dimagrante, nel documento di previsione triennale, non c' è traccia. Tant' è che è prevista la copertura per tutto il personale e i contratti di servizio attualmente in essere.
2. la spesa corrente, pari a oltre 3,5 miliardi, anziché diminuire cresce complessivamente di 314 milioni. E se quella per il personale resta pressoché invariata (a circa 1,2 miliardi) aumenta invece di 3,78 milioni quella per beni e servizi.
3. Scendono, al contrario, le entrate tributarie: dagli 1,3 miliardi del consuntivo 2007 (l' ultimo della gestione Veltroni) agli 895 milioni stimati nel 2009, in prevalenza frutto dell' abolizione dell' Ici sulla prima casa, solo parzialmente reintegrata dal governo. In compenso, però, il potenziamento della lotta all' evasione fiscale e tariffaria, anche attraverso una più stretta collaborazione con l' Agenzia delle Entrate e con l' Agenzia del Territorio, farà recuperare nell' anno in corso circa 44 milioni.
4. Anche sul fronte delle entrate extratributarie (proventi dei servizi pubblici e dei beni comunali, interessi su anticipazioni e prestiti, utili netti di aziende speciale e proventi diversi) non va meglio: nel 2009 è stimato un decremento di 107 milioni. Tuttavia l' aver imputato i debiti pregressi alla gestione commissariale, insieme all' esenzione dal Patto di stabilità interno, consentirà al Comune di Roma di spingere sull' acceleratore degli investimenti: ammonta a 3,4 miliardi il piano di interventi previsti da qui al 2011, compresi i 622 milioni già impegnati nel 2008, buona parte dei quali finalizzati alla costruzione delle metropolitane B (nuovi tratti e prolungamento)"
A parte le altre varie considerazioni, ma 3,4 miliardi, saranno mica una parte dei famosi 6,9 miliardi gridati come buco di bilancio qualchemese prima? In caso affermativo sarebbe una bella svista, considerare come buco di bilancio delle risorse ancora non utilizzate - seppure previste come investimenti necessari.
Con 28 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto il consiglio provinciale approva il bilancio 2009: 148,62 milioni di euro di investimenti e 479,84 milioni per le spese correnti. «E adesso via alla fase costituente della città metropolitana di Roma», dice il presidente della Provincia Nicola Zingaretti al termine della seduta in aula. L' approvazione in Senato della norma su Roma Capitale ha dato nuova linfa alla sua idea di città metropolitana, che Zingaretti vuole realizzare attivandosi su due fronti: gli incontri con il sindaco Alemanno, a cui già ieri mattina ha chiesto un incontro, e il confronto con i sindaci dei 120 comuni della Provincia, che cominceranno lunedì prossimo.
Di li a poco, visto che Regioni, Provincie e Comuni non possono prescindere dalle manovre del Governo, il giro di vite imposto appunto dai ministri del governo Berlusconi, fanno sobbalzare i Sindaci.
Scrive Repubblica il 31 gennaio "Anche i Comuni, dopo le Regioni, scendono in campo contro il ministro dell' Economia Giulio Tremonti. Il presidente dell' Anci, e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici ha definito ieri, in una lettera inviata al titolare del Tesoro, «una provocazione grave e intollerabile» la circolare che impone ai Comuni un robusto giro di vite sui propri bilanci. Sostanzialmente il provvedimento impedisce ai Municipi di contabilizzare come entrate i proventi delle vendite di immobili (si tratta complessivamente di 1,5 miliardi), di conseguenza i saldi di bilancio, in assenza di questa voce, sono destinati a deteriorarsi e aumentare fino a sforare in molti casi le soglie del patto di stabilità interna. Il risultato è che saranno bloccati gli investimenti: sanzione che tocca ai Comuni con i bilanci in dissesto.
Ma torniamo a Roma. Il 2 febbraio inizia un lungo e travagliato iter per la discussione e l'approvazione del documento di programmazione finanziaria 2009/2011.
"Lotta all' evasione fiscale e tariffaria anche attraverso il conferimento di poteri di accertamento e contestazione al personale di Roma Entrate, appositamente formato, che lavorerà a stretto gomito con la guardia di finanza; riforma del sistema che governa il trasporto pubblico locale tramite l' accorpamento di Trambus e Metro sotto il gestore Atac, e contestuale creazione di un' Agenzia della mobilità e di una società patrimonio; modifiche e integrazioni al regolamento in materia di affissioni e pubblicità che prevedano, accanto alle sanzioni amministrative, il sequestro e l' abbattimento degli impianti a carico degli operatori abusivi.
Obbiettivo del documento di previsione triennale: riportare in equilibrio strutturale la finanza comunale senza alzare tasse e tariffe, né abbassare l' impegno di spesa destinato al sociale e alla scuola. Condizione necessaria, quello di limitare l' indebitamento e cancellare gli squilibri tra entrate e uscite, per avviare un serio e credibile piano di sviluppo.
In sostanza - si legge tra le righe della relazione tecnica che accompagna il Bilancio - senza quelle politiche di revisione della spesa, riduzione dei costi e razionalizzazione della macchina capitolina promesse da Alemanno, anche le ingenti risorse stanziate dal governo e il piano di rientro elaborato dalla gestione commissariale potrebbero risultare insufficienti per risanare le casse del Comune e rilanciarne l' azione amministrativa.
Un monito che però, almeno a giudicare dall' esame di alcune voci, resta largamente disatteso.
Diverse infatti le contraddizioni. Partiamo dalla più macroscopica.
1. Tante volte, sin dalla campagna elettorale, il sindaco Alemanno ha tuonato contro le società controllate e partecipate, ben 81, che il centrosinistra avrebbe moltiplicato e il centrodestra prontamente dimezzato.dell' attesissima cura dimagrante, nel documento di previsione triennale, non c' è traccia. Tant' è che è prevista la copertura per tutto il personale e i contratti di servizio attualmente in essere.
2. la spesa corrente, pari a oltre 3,5 miliardi, anziché diminuire cresce complessivamente di 314 milioni. E se quella per il personale resta pressoché invariata (a circa 1,2 miliardi) aumenta invece di 3,78 milioni quella per beni e servizi.
3. Scendono, al contrario, le entrate tributarie: dagli 1,3 miliardi del consuntivo 2007 (l' ultimo della gestione Veltroni) agli 895 milioni stimati nel 2009, in prevalenza frutto dell' abolizione dell' Ici sulla prima casa, solo parzialmente reintegrata dal governo. In compenso, però, il potenziamento della lotta all' evasione fiscale e tariffaria, anche attraverso una più stretta collaborazione con l' Agenzia delle Entrate e con l' Agenzia del Territorio, farà recuperare nell' anno in corso circa 44 milioni.
4. Anche sul fronte delle entrate extratributarie (proventi dei servizi pubblici e dei beni comunali, interessi su anticipazioni e prestiti, utili netti di aziende speciale e proventi diversi) non va meglio: nel 2009 è stimato un decremento di 107 milioni. Tuttavia l' aver imputato i debiti pregressi alla gestione commissariale, insieme all' esenzione dal Patto di stabilità interno, consentirà al Comune di Roma di spingere sull' acceleratore degli investimenti: ammonta a 3,4 miliardi il piano di interventi previsti da qui al 2011, compresi i 622 milioni già impegnati nel 2008, buona parte dei quali finalizzati alla costruzione delle metropolitane B (nuovi tratti e prolungamento)"
A parte le altre varie considerazioni, ma 3,4 miliardi, saranno mica una parte dei famosi 6,9 miliardi gridati come buco di bilancio qualchemese prima? In caso affermativo sarebbe una bella svista, considerare come buco di bilancio delle risorse ancora non utilizzate - seppure previste come investimenti necessari.
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